SEI. E DUNQUE, PERCHÉ SI FA MERAVIGLIA DI NOI?

da Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello

 drammaturgia e regia Roberto Latini

musica e suono Gianluca Misiti 

luci e direzione tecnica Max Mugnai

  assistente alla regia Alessandro Porcu

 

con PierGiuseppe Di Tanno

 

 produzione Fortebraccio Teatro

 con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi 

con il contributo di MiBACT e Regione Emilia-Romagna 

Ma se è tutto qui il male! Nelle parole! Abbiamo tutti dentro un mondo di cose; ciascuno un suo mondo di cose!

E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me;

mentre, chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sè, del mondo com'egli l'ha dentro? Crediamo d'intenderci; non c'intendiamo mai!.. 

(L. Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore

 

 

 

Torniamo a Pirandello proseguendo da Goldoni.

Dopo Il teatro comico, preceduto dal Quartett di Heiner Müller, idealmente proiettati nella riflessione che il teatro contemporaneo aggiunge al suo stesso percorso, fatalmente, inevitabilmente, restiamo nella coscienza del teatro, in un teatro che ammette se stesso e che diventa insieme al mezzo, il fine, contemporaneamente. 

Quanto ci viene dal Novecento, sento essere fondamentalmente nella consapevolezza del sipario che si apre, di tutti i sipari che abbiamo aggiunto nelle drammaturgie, dinamiche e occasioni sceniche del teatro che abbiamo definito contemporaneo.

Presentiamo una nuova tappa di questo percorso, in un lavoro decostruito da Sei personaggi in cerca d’autore e nella sensibilità di un solo attore in scena: PierGiuseppe Di Tanno, che avevo già scelto tra quasi 500 candidati under 35 per un laboratorio/produzione organizzato la scorsa primavera dal festival Orizzonti di Chiusi.

Quel progetto è naufragato per l’ottimismo pericoloso del direttore artistico e per l’incoscienza desolante degli amministratori locali. 

PierGiuseppe è stato il primo che ho scelto, insieme ad altri 7 a cui idealmente vorrei dedicare tutta la fase del lavoro, per quanto mancato, per quanto sospeso, per quanto violentemente interrotto.

Sono molto felice, artisticamente e quindi politicamente, di questa occasione, che non potrà certamente supplire all'altro futuro mancato, ma sono certo possa riammetterci al presente sospeso.

Lo facciamo tentando una drammaturgia in forma di scrittura scenica attraversando la condizione metateatrale dei sei personaggi pirandelliani, e per incontrarli nell'epifanica smania che li porta in scena.

La reclamanza, l’urgenza, insieme alla resistenza al palcoscenico, sono la condizione intorno alla quale e dalla quale mi sento di voler muovere. Quanto tenteremo di fissare, trattenere, sappiamo già essere nella delicatezza del poco e del niente. Questo è davvero quello che mi interessa.

 

R. L.