buio re

buio re

da edipo a edipo in radiovisione

di e con roberto latini
con sebastian barbalan, alessandra cristiani, annapaola vellaccio
senza elena bucci, sandro lombardi, marcello sambati
musiche originali e aiuto regia gianluca misiti
luci e direzione tecnica max mugnai
scenografia pierpaolo fabrizio
sound designer maurizio palpacelli Art Mama Factory
video theo eshetu
foto di scena cristiano colangelo
produzione fortebraccio teatro

 


Lo spettacolo è la prima tappa del progetto RADIOVISIONI che destina il campo di ricerca della compagnia in una dimensione prevalentemente sonora.
La scelta di una precisa modalità, di una metodologia applicativa e non più un contenuto sviluppabile prima concettualmente e poi scenicamente, è il naturale percorso scaturito dal precedente progetto intitolato “dell’anima e delle forme _ variazioni e ritratti del sentire scenico”, dove le grammatiche del dire si sono articolate nei lavori da e per “La ballata del vecchio marinaio”, “gli spettri in Shakespeare” e “Caligola”.
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“BUIO RE _ DA EDIPO A EDIPO IN RADIOVISIONE” muove FORTEBRACCIO TEATRO verso l’approfondimento delle sezioni acustiche. All’interno del mito di Edipo usato come cornice, prologo ed epilogo alla cecità, – dimensione immaginifica esaltata dalla virtualità di tre presenze d’eccezione che con la loro assenza partecipano e si dispongono all’interno di una drammaturgia che nega i ruoli di Giocasta, Tiresia e Laio – la musica incontra un testo che per la sua destinazione scenica si svela in suono, in partitura di respiro e in articolazione vocale.
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Edipo, quindi, come fonte, mezzo ed obiettivo, nell’attraversamento di un mito che è reminiscenza, incoscienza, interazione, sospensione e negazione di una regola che trova nella sua eccezione la strada delle stelle.
In un tempo lungo un attimo soltanto.
Quello che separa Edipo dall’incontro con Antigone, luce e guida dell’erranza e che fa di questa attesa il suo confine.